DEPRESSIONE

È tra le malattie mentali più diffuse ed in continua crescita. Ogni anno si ammalano 100 milioni di individui e il 75% non afferisce ai servizi. Si stima che circa 1/3 della popolazione soffrirà di un episodio lieve nella vita. Studi americani lanciano un altro allarme: l'incidenza di casi depressivi nei bambini di età compresa fra i sei e i dieci anni è in rapido aumento, così come negli adolescenti.

La depressione può colpire chiunque, indipendentemente dall'età, dal sesso, dal livello culturale e dallo status socioeconomico. Dagli studi scientifici emerge che si manifesta maggiormente nelle donne rispetto agli uomini: compare nel 25% delle donne e nel 12% degli uomini. Questa differenza sembra essere dovuta al fatto che le donne, rispetto agli uomini, hanno più frequentemente sentimenti di tristezza, sono più autocritiche e vengono maggiormente educate ad essere dipendenti.

La Depressione è un disturbo invalidante, i cui sintomi privano l'individuo delle energie e delle risorse per affrontare la vita, rendendolo passivo e senza interessi. Si caratterizza per un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi di varia intensità, compromettendo il buon funzionamento della persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. La depressione non è quindi un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. Può manifestarsi in un periodo limitato, magari in reazione ad eventi stressanti come lutti, separazioni o fasi di passaggio dell'esistenza o essere una patologia vera e propria (Disturbo depressivo maggiore o il disturbo bipolare). Le forme gravi sono caratterizzate da un numero più elevato di sintomi, una maggiore intensità e durata nel tempo della sintomatologia ed una maggiore compromissione delle attività quotidiane.

Si manifesta con una deflessione del tono dell'umore, sentimenti di tristezza, di incapacità a svolgere qualsiasi compito e di inutilità con perdita di speranza rispetto al futuro; sentimenti di colpa, rimuginio sul passato, insonnia con difficoltà ad addormentarsi e risveglio mattutino precoce; mancanza di stimoli, diminuzione dell'interesse verso tutto, difficoltà a concentrarsi, ansia, irrequietezza, tensione, sensazione di calo della lucidità mentale e di perdita della memoria; palpitazioni, crampi, secchezza della bocca, eccessiva sudorazione, nausea, perdita o eccessivo aumento dell'appetito; digestione lunga, pesantezza agli arti, diminuzione del desiderio sessuale; astenia, affaticabilità, perdita o aumento di peso, preoccupazione per la propria salute; depersonalizzazione ( non sentirsi più sè stessi ) e derealizzazione ( sensazione di estraneità rispetto all'ambiente circostante ); la vita appare priva di senso e le giornate tutte uguali, il passato ritorna, con ossessione, alla mente e il soggetto pensa di non essere stato capace di realizzare niente di buono; sono inoltre presenti sensazioni di fallimento, insoddisfazione, tendenza all' autosvalutazione, irritabilità e aggressività verso sè stesso e gli altri, indecisione e ritiro sociale.

Chi soffre di tale disturbo ritiene la vita un peso e può arrivare a pensare al suicidio come estrema ratio. La terapia cognitivo comportamentale si è dimostrata molto efficace per la cura della depressione. Gli studi di efficacia evidenziano che circa il 75% dei pazienti depressi ha una significativa diminuzione dei sintomi entro le prime 20 sedute di psicoterapia. Inoltre questi risultati mostrano che i miglioramenti ottenuti tramite la psicoterapia sono durevoli nel tempo. A differenza di altre, come ad esempio la psicoanalisi, la terapia cognitivo comportamentale è centrata sul presente, sui sintomi, tende a produrre soluzioni fattive per i problemi presentati. In questo senso si da un peso minore a quanto accaduto nell'infanzia o a quanto gli eventi passati possano incidere sul presente. La terapia cognitivo-comportamentale, oltre a aiutare nel processo di guarigione, si pone anche l'obbiettivo di addestrare le persone a comprendere i segnali personali che sono indice di una possibile ricaduta e a utilizzare risorse efficaci e adatte alla prevenzione.