DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

Il trauma è uno shock violento , un'improvvisa accelerazione quantitativa e qualitiativa di esperienze sensoriali ed emotive. E' un evento imprevedibile, che arriva inaspettato, impedendoci di strutturare una difesa adeguata. Si manifesta quando la qualità/ quantità di stimoli esterni entra nell'apparato psichico determinando una disorganizzazione più o meno reversibile con una paralisi psicologica che blocca emozioni, dolori e sensazioni fisiche.

L'interesse nei confronti delle situazioni traumatiche nasce negli anni Settanta, in seguito all'ampia diffusione dei disturbi post traumatici da stress nei reduci della guerra in Vietnam. Nel 1994 il DSM IV ha formulato i criteri per la diagnosi di DPTS, distinguendo il disturbo in forme di insorgenza acuta (se la durata dei sintomi è inferiore a tre mesi) o ritardata (se l'esordio dei sintomi avviene almeno sei mesi dopo l'evento stressante) . Il disturbo causa un disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, con un'esperienza diretta ad un evento che ha comportato morte, lesioni gravi o altre minacce all'integrità fisica propria o di altri. La risposta dell'individuo all'evento è ciò che determina la sintomatologia, che comprende paura intensa, sentirsi inerme e provare orrore, rivivere l'evento traumatico attraverso ricordi intrusivi (flashback) che alterano i normali processi sensoriali ed attivano intense risposte emozionali, con stati simili al panico. Può essere presente un forte evitamento degli stimoli associati al trauma e disturbi del sonno, ipervigilianza, irritabilità ed infine ottundimento ( numbing) e congelamento (freezing) della reattività generale. L'immobilità vigile (freezing) di molte specie, compreso l'uomo, in risposta a una minaccia o ad un pericolo estremo è un meccanismo adattativo ben noto (Marks, 1987): alcune ricerche infatti hanno osseravto che il 50% delle vittime di una rapina si immobilizzano ed entrano in uno stato di freeze.

Oltre ai disturbi dell'immediato post-trauma, tipiche manifestazioni sono la tendenza al ritiro sociale, le fobie, la vergogna, la violenza auto o eterodiretta, l'abuso di sostanze e alcool. Fra le condizioni estreme della classificazione si possono menzionare gli incidenti con mezzi di trasporto ( aerei, automobili, treni), disastri naturali (terremoti…), atti criminosi, gravi incidenti sul lavoro, malattie gravi potenzialmente mortali o gravemente menomanti (proprie o di persone vicine), la morte di persone care, lo stato di guerra, la tortura, la grave e prolungata violenza fisica verso bambini o donne, la violenza sessuale. In realtà però vi sono anche altre condizioni traumatiche che vanno menzionate, pur non rientrando nei criteri diagnostici, ad esempio l'abuso psicologico, la presenza di accesi attriti familiari, la separazione e il divorzio, condizioni di abuso fisico e relazioni sessualizzate fra un genitore ed un minore o la mancata sintonizzazione emozionale nell'infanzia. Infine un ruolo fondamentale nella comprensione della fenomenologia post-traumatica è ricoperto dai disturbi dissociativi (una difesa adattiva in risposta a un elevato livello di stress o a un trauma, caratterizzata da perdita di memoria e sensazione di distacco da sè stessi o dal proprio ambiente.

I sintomi che possono manifestarsi sono i seguenti: amnesia, depersonalizzazione, derealizzazione, confusione o alterazione dell'identità). Studi sistematici hanno messo in evidenza che la maggior parte delle vittime di un trauma, in concomitanza con il PTSD, soddisfa i criteri per un'altra diagnosi psichiatrica (alcuni disturbi possono costituire un fattore di rischio al PTSD, altri esserne la conseguenza) quali la Depressione Maggiore, il Disturbo da Attacchi di Panico e Disturbo d'Ansia Generalizzato e l'Abuso e dipendenza da sostanze come tentativo di tenere lontano i ricordi. Gli interventi CBT nel trattamento del Disturbo post traumatico da stress prevedono una psicoeducazione, l' esposizione in vivo ed immaginativa, la ristrutturazione cognitiva la gestione dell'ansia ( con tecniche fisiologiche: respiro lento, rilassamento, dieta povera di stimolanti (caffeina, nicotina) e con tecniche psicologiche: stop del pensiero, distrazione, rilassamento immaginativo) e la gestione degli altri sintomi (pensieri intrusivi, rabbia, disturbi del sonno).